dom
18
mar
2012
DE: Vektor Icons die einige Erneuerungsbereiche der Stadt bezeichnen.
Reine Grafik. Die Vektorgrafik ist das ähnlichste der Göttlichkeit damit ein Zeichner sich beschäftigen kann.
Sie haben mir gesagt, dass man irgendwo in Hamburg so eine Anbau entwickelt hat, damit die Erdbeeren nicht von Erde wachsen, sondern hoch in besonderen Zwischenräume zwischen die Mauer der Häuser und zusätzliche außeren Mauern, voll mit Fenster wie eine Treibhaus-Jacke, verstanden? Erstaunlich, ne?
IT: Icone vettoriali che descrivono alcuni campi di innovazione della città.
Lavoro da grafico puro. La grafica vettoriale è la cosa più simile alla divinità con cui può avere a che fare un disegnatore.
Mi hanno detto che da qualche parte ad Amburgo hanno inventato una agricoltura per cui le fragole non nascono negli orti ma in alto in delle intercapedini messe tra i muri delle case e degli ulteriori muri esterni, pieni di finestre, come una giacca-serra. Capito? Sorprendente, no?
sab
21
gen
2012
Nell'ambito di un tirocinio che sto facendo ora presso la überNormalNull di Amburgo, ho realizzato un video di animazione. L'obiettivo è quello di sensibilizzare la popolazione di Bergedorf (verde quartiere della città) sul destino di un edificio pubblico di impiego sociale e della sua attiva comunità, che potrebbe vedersela brutta perché non produttivo.
Fare il video - una progressione di stagioni - è stato lungo e laborioso ma spassoso. Scopro senza alcuna sorpresa che nessuna stagione come l'autunno mi è stata facile e gustosa da dipingere. Eh, sì, sono i miei colori. Mi vesto sempre di marrone, no?
gio
01
set
2011
Se devo morire, che non sia d'inverno; mai. Se devo morire, che sia un giorno di fine estate o di settembre. Alla fine di una giornata di sole, in quell'ora in cui il cielo è ancora di giorno e la terra è già buia. E che avvenga in montagna, in una casa circondata di abeti rossi.
Oppure all'aperto: in cammino - sarò molto vecchio allora - ad un certo punto mi sentirò stanco.
Allora mi appoggerò un momento a un tronco e resterò là, fermo.
E poi lentamente nei giorni sparirò nella terra tra le radici.
Ad agosto ho fatto un corso con Vitali Konstantinov, illustratore russo e tedesco (presso l'evento Pentiment nella mia università amburghese). Là ho cominciato a progettare e a disegnare un mazzo di carte da briscola. Ho pensato che un mazzo di carte non è altro che un libro illustrato, solo con le pagine non incollate e messe sempre in un ordine diverso. E un libro assai diffuso - il più diffuso forse - in più varianti regionali.
E ho pensato che ogni carta non è solo un numero e un seme. C'è qualcos'altro. Per esempio il tre di bastoni delle napoletane è detto gatto mammone. È un signore con i baffi e un ghigno sardonico. Siamo sicuri che non ci nasconda qualcosa? Io sono certo di sì.